Preventivo?

Ma alla fine è obbligatorio il preventivo scritto da parte del dentista?
È una domanda che viene, più o meno spontanea, a sentire certe storie. In particolare mi ha colpito questa che trovo su un sito di avvocati:

Sono andato da un dentista per chiedere su un problema del bambino, ho chiesto da subito preventivo, già al telefono come chiesto sopra e alla fine della storia mi ha fatto un preventivo per 5500 euro di cui 500 per il check up (la visita). Ora devo pagare i 500 euro? Penso di si perché le mie ossessive parole di avere prima il preventivo non sono documentate mentre il dentista dirà che ha lavorato per me. Ovviamente non posso pagare i 7500 euro ma neanche per sogno e pensare che dovrò fare il lavoro, dovrò andare a chiedere da un dentista più economico, in campagna magari ma se questi mi chiederà altri 500 euro come posso venirne fuori?

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La confusione a chi conviene? Non so, credo a nessuno.

Proviamo allora a fare chiarezza.

Domanda 1: il paziente vuole sapere gli onorari del professionista? Una volta c’era l’onorario minimo, adesso che non c’è più sarebbe auspicabile che ogni odontoiatra avesse un proprio “listino” pubblico, da fornire gratuitamente, per mail, per fax, appeso in sala d’attesa o come preferisce. In ogni caso per conoscere gli onorari di un professionista non è necessario sottoporsi ad alcuna visita. Questo è anche il senso del DL 1/2001 come modificato dalla legge 124/2017, che all’art.9 riporta:

Art. 9.
Disposizioni sulle professioni regolamentate
1. Sono abrogate le tariffe delle professioni regolamentate nel sistema ordinistico.
2. omissis
3. omissis
4. Il compenso per le prestazioni professionali è pattuito, nelle forme previste dall’ordinamento, al momento del conferimento dell’incarico professionale. Il professionista deve rendere noto obbligatoriamente, in forma scritta o digitale, al cliente il grado di complessità dell’incarico, fornendo tutte le informazioni utili circa gli oneri ipotizzabili dal momento del conferimento fino alla conclusione dell’incarico … omissis … In ogni caso la misura del compenso è previamente resa nota al cliente obbligatoriamente, in forma scritta o digitale, con un preventivo di massima, deve essere adeguata all’importanza dell’opera e va pattuita indicando per le singole prestazioni tutte le voci di costo, comprensive di spese, oneri e contributi… omissis

Faccio notare: forme previste dall’ordinamento. Cioè si devono tenere presente anche altre fonti normative. Nel nostro caso il Codice di Deontologia Medica.

La misura del compenso deve essere previamente resa nota al cliente. Ovvio che qui non si parla di piano di lavoro, di diagnosi, di prognosi, di terapia o di qualsiasi altro imprevisto medico, ma di un tariffario/listino/onorario, quel che vi pare, ma pre-esistente alla prima visita.

Adeguata all’importanza dell’opera: chiaro, per strada possono sorgere imprevisti. Ma tra le voci dell’onorario devono essere presenti anche gli imprevisti, non possono emergere durante la terapia situazioni che richiedono maggiorazioni impreviste ed esorbitanti.

Tutte le voci di costo, comprensive di spese, oneri e contributi: ho sentito di catene odontoiatriche nelle quali l’anestesia non è compresa nel prezzo dell’estrazione o la scopertura dell’impianto viene conteggiata a parte … Va bene … chi ci va rischia di suo …

Alla fine bisogna dire però che non si può fare un preventivo neppure di massima senza visitare un paziente ed è altresì evidente che anche un qualunque piano di lavoro contiene tanti margini di incertezze che un qualunque preventivo può variare anche del 200%. A che pro quindi avere un preventivo? Quello che conta è l’onorario di riferimento, come precisa correttamente il codice deontologico.

Art.54

Il medico è tenuto a far sapere il suo onorario preventivamente al cittadino

 

Domanda 2: il paziente non sa cosa deve fare, ha bisogno di una visita. Va bene, ma allora la visita va pagata. Il cittadino crede che le visite gratis siano un favore di professionisti (o catene dentali) filantropi. La realtà è che nessuno lavora gratis e se una visita non viene fatta pagare, il suo costo viene spalmato altrove. Chi sarebbe contento di pagare le visite fatte gratis ad altri pazienti? Un indicatore di serietà di uno studio è anche il pagamento della prima visita. Va bene, può scocciare, ma il cittadino può considerare che qualora decidesse di farsi curare in quello studio, pagherebbe le prestazioni che riceve per quello che valgono e non vi pagherebbe sopra prestazioni fatte gratis ad altri.

Concetto molto chiaro, sembra. Invece sul web si trovano cose come questa:

Questo, dal punto di vista del cittadino, significa che o il dentista è molto onesto e visto che siamo andati per chiedere un preventivo non ci chiederà nulla (cosa che a volte succede) oppure che, di fatto, chiedere un preventivo dentista senza pagare nulla per averlo è a tutti gli effetti impossibile.

Il tuo blog

Qui siamo proprio all’inversione dell’onere della ragione. Un dentista che non fa pagare la visita a chi l’ha fatta ma ad altri è onesto? Poi va bene, la già sottolineata confusione tra onorario e piano di lavoro, che però un blogger dovrebbe avere già metabolizzato …

E si che c’è molta gente in giro che ha dedicato tempo ed energie per far passare questi concetti semplici semplici. Vedi dott.Mauro Savone oppure Marco Panichi

 

Domanda 3: il paziente sa cosa fare e ha già un preventivo ma … non si fida? vuole un altro parere? siamo alla domanda 2: deve pagare la visita. Vuole confrontare i prezzi? siamo alla domanda 1, si faccia fornire il listino.

In definitiva in nessun caso ha senso fare un preventivo scritto (come possono fare altri professionisti) neppure di massima prima di vedere il paziente. È invece un obbligo comunicare preventivamente il proprio onorario.

En passant: il simpatico avvocato del sito citato sopra dice anche:

Premetto che ci sono ottimi dentisti in Croazia, a prezzi cinque/sei volte inferiori a quelli italiani

Mi permetto di dire all’avvocato che se i pazienti e lo stato ci trattassero come i dentisti in Croazia, noi potremmo fare prezzi anche inferiori. Solo qualche esempio: vieni qui, ci stai  una settimana, ti faccio tutto in una settimana a sedute anche di 2-3 ore 2-3 volte al giorno, paghi tutto subito in contanti e non protesti qualunque problema venga fuori. Poi, va bene, ci sono anche le tasse, la burocrazia, etc., ma ciascuno pensi alla propria parte.

Però sul consiglio finale dell’avvocato non si può che concordare al 100%

Al giorno d’oggi, tutti i professionisti pubblicano sul web il loro indirizzo mail. Prima di rivolgersi ad un professionista, per una determinata prestazione professionale, il cliente farebbe bene a chiedere con una mail un preventivo di massima, con indicazione specifica del corrispettivo per la prima visita di controllo (check up iniziale).
Se il professionista non dovesse rispondere al cliente, per iscritto con una mail, indicando il corrispettivo del check up iniziale, sarebbe evidente la sua mala fede !!!
Il cliente scarterebbe subito quel professionista e si rivolgerebbe ad un altro.

Però le associazioni dei consumatori i consigli giusti li hanno già dati. Perchè non li segue nessuno? 10 consigli

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