Crollano i redditi dei professionisti: e a noi checcefrega?

notaioOggi su Italia Oggi un articolo sul crollo dei redditi dei professionisti.

Tutto sommato, intendo confrontati con gli altri, a noi non è neppure andata male, con un calo di circa il 5% rispetto al 2005, ma anche del 15% rispetto al 2006.

Ma la cosa che non quadra nell’articolo sono i compagni di sventura: notai, farmacisti, avvocati, ingegneri e architetti. In particolare quelli che se la passano peggio sono i notai e i meccanismi con i quali il loro reddito è stato aggredito sono, oltre alla diminuzione delle compravendite, l’istituzione di nuove sedi notarili che hanno comportato la suddivisione tra più soggetti di un volume d’affari in diminuzione. Ma anche architetti e ingegneri sono stati colpiti dalle liberalizzazioni, in quanto altre categorie hanno potuto accedere a pratiche prima a loro riservate (per i particolari rinviamo all’articolo linkato sopra).

Ora, il punto è che si fanno di tutte le erbe un fascio e si vorrebbe andare a far credere che siamo tutti sulla stessa barca. Nulla di più falso!

Mentre gli altri professionisti sono penalizzati dalla deregulation, noi siamo uccisi a morte dalla burocrazia. Illudersi di salvare il reddito dei dentisti con il protezionismo è autolesionista: i pazienti vanno all’estero o nelle Cliniche Dentali, laddove le regole non ci sono o vengono ignorate alla grande. La gestione dei rifiuti speciali (materiale biologico) e pericolosi (liquidi del radiografico), la normativa sui dipendenti, il contenzioso, e via elencando, sono tutte voci di spesa che altri o non hanno, o ignorano, o spalmano diversamente. Giustamente la Commissione Albo Odontoiatri Nazionale è preoccupata per la ventilata introduzione dell’obbligo del SISTRI anche per i piccoli studi a partire dal 2014!

Anche la pletora per noi non è più un problema: con una concentrazione di dentisti oltre il doppio del rapporto ottimale indicato dall’OMS (1 dentista ogni mille abitanti) preoccuparsene ancora è come correre a chiudere le porte dopo che i buoi sono scappati e comunque non impedirebbe ai pazienti di scappare altrove.

Dispiace quindi essere messi nello stesso fascio con categorie che hanno problemi del tutto opposti ai nostri, ma soprattutto non si capisce qual è il punto di cui noi dentisti abbiamo davvero bisogno per lavorare (ancora o finalmente) meglio di come stiamo lavorando: poche regole certe e valide per tutti!

Noi non vogliamo la cancellazione di qualunque regola, non chiediamo di essere esonerati da qualsiasi controllo. Vorremmo solo che le regole siano in numero “umano”, accettabile, che siano certe, semplici da sapere ed applicare, ma soprattutto che le rispettino tutti. I dentisti sono tutti (o dovrebbero esserlo) laureati, non è possibile che abbiamo bisogno di consulenti per gestire una pratica professionale che nessuno dovrebbe conoscere meglio di noi. Non è possibile che alle nostre spalle ci siano torme di avvoltoi pronti a calare sulle nostre spoglie per spolparle del tutto.

Dalla definizione di apparecchio elettromedicale ai corsi (farsa) per la sicurezza sul lavoro, è ora di tagliare tutte le leggiucole e le normicine che non servono a nulla. I controlli che si facciano, ma quando servono e come si deve.

Ma soprattutto non ne possiamo più di vedere soggetti che se ne infischiano alla grande di regole a cui noi tutti ci sottoponiamo. Che le regole siano poche, chiare e per tutti.

Non ci sembra una richiesta assurda. Ma siamo sicuri che lavoreremmo tutti meglio, e nel miglior interesse dei nostri pazienti.

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Un pensiero su “Crollano i redditi dei professionisti: e a noi checcefrega?

  1. Sai cosa ne penso delle “cliniche” (con la c minuscola) forse c’è dietro qualcosa più grande di noi. Ma noi resisteremo e ci saremo fino a che salute ce lo consentirà (parafrasando il famoso complesso dei Nomadi). State bene

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