Slow is trendy

4cD7Venerdì 27 Settembre Luca Cordaro ha concluso le relazioni del congresso ITI con una relazione dal titolo “Allungare il tempo di trattamento: quando è un vantaggio per il paziente e il clinico?“.

Il presidente della sezione italiana dell’ITI ha esposto i vantaggi e gli svantaggi di accelerare i trattamenti partendo dagli impianti post-estrattivi a carico immediato su dente singolo fino alle arcate complete. Una relazione di alto spessore, senza dubbio, frutto di una lunga esperienza ma anche di una attenzione costante al paziente e alla sua esperienza, che non finisce quando questi è uscito dall’ambulatorio.

Per fare un rapido riassunto: nei settori estetici l’impianto post-estrattivo appare decisamente controindicato per l’alta probabilità di recessioni. In questo settore le linee guida suggeriscono un periodo di guarigione di 6-8 settimane.In questo momento si può procedere con l’inserimento dell’impianto contemporaneamente a procedure di rigenerazione ossea guidata con metodica sommersa, trans mucosa o a carico immediato a seconda delle preferenze e delle condizioni dell’osso.

L’impianto post-estrattivo può essere utilizzato efficacemente nel settore pre-molare, anche se viene da domandarsi perchè, quale sia il vantaggio in un settore dove le necessità estetiche non sono primarie.

Per quel che riguarda gli impianti multipli, Cordero ha preso in considerazione i settori posteriori monolaterali, ed anche qui ha escluso l’utilità di accelerare i tempi sia per la fase chirurgica che per quella protesica: in questi settori non ci sono grosse difficoltà a gestire l’edentulia sia nella fase di guarigione della ferita estrattiva sia in quella seguente all’inserimento dell’impianto.

Altro discorso è evidentemente per le edentulie totali, nelle quali il vantaggio per il paziente e per la procedura terapeutica è evidente.

Ma il messaggio principale del presidente italiano di ITI è stato che il professionista deve riappropiarsi del ruolo diagnostico e prognostico: sta al professionista sapere qual è la terapia più adatta per questo paziente in questo momento perchè c’è un servizio da offrire, non un prodotto da vendere.

Come dice il Filosofo: “facile sapere che il miele, il vino, l’elleboro, la cauterizzazione, l’incisione fanno bene alla salute, ma sapere come li si deve somministrare per ottenere la salute, a chi e quando, è tanto difficile quanto essere medico” (Aristotele, Etica Nicomachea, V, 1137a,15)

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