Che c’azzecca Slow Dentistry con Slow Food?

BYKvkM3IYAAsrDPUn piccolo trafiletto sul Sole 24 Ore (quello che vedete qui a fianco) “graffia” il fondatore di Slow Food, il quale ha appena pubblicato un libro, presentato anche in una isoletta veneziana nei giorni scorsi, dal titolo “Cibo e Libertà”.

Sul Sole si ironizza sul fatto che la libertà di mangiare cibo di qualità è una variabile economica di lusso che si può permettere chi ha già il necessario.

Tale articolo capita a proposito per una riflessione su cosa sia l’odontoiatria lenta e se e in quale modo abbia a che fare con lo Slow Food.

Ora: che la nostra civiltà, ma in genere potremmo dire l’umanità intera, abbia una passione talvolta malsana per la velocità, è un dato di fatto. Ci sono proverbi non certo nati ieri (Chi va piano va sano e va lontano; La gatta per la fretta ha fatto i gattini ciechi, etc.) ma anche riflessioni filosofiche a più ampio orizzonte a proposito:

“Che producono?
Velocità.
Una forma del nulla” (Lanza del Vasto, Principi XXXVI)

Il punto è che ogni disciplina si deve adattare al proprio oggetto: non si può studiare i dinosauri con gli stessi strumenti con cui si lavora il vetro, nè viceversa. Fatte salve le debite eccezioni e le debite interferenze, lavorare sul corpo umano richiede la conoscenza dei ritmi e dei tempi dello stesso:

“Il progresso: via aperta all’infinito. Che però gira intorno allo stesso punto. Questo è il corpo e i pochi suoi bisogni” (Lanza del Vasto, ib L)

Queste verità fondamentali sembra che scompaiano quando si sente parlare di denti sui mezzi di comunicazione, quando si va a vedere l’immagine che essi trasmettono della moderna odontoiatria: come se fosse possibile, anzi doveroso, fare tutto e subito a tutti. Come se l’uomo fosse una appendice di trentadue denti bianco latte.

Slow Dentistry significa ripartire dalla vita concreta dell’uomo, dai suoi ritmi e dai suoi bisogni. Anzitutto certo contrastare il dolore, tenendo conto del dolore fisico e del dolore psicologico, cercando di avvicinarsi, per quanto possibile, alla definizione di salute dell’OMS: stato di benessere fisico e mentale. Ma sempre con una visione completa della persona, olistica potremmo dire, perchè ci sono età diverse, condizioni di salute diverse, ambiti culturali diversi che richiedono approcci diversi.

greendentaltoursIn una epoca di globalizzazione non dobbiamo stupirci che si globalizzino anche le cure dentarie e questo non pregiudica per nulla il nostro approccio, anzi apre ad alcune riflessioni: anzitutto proprio coloro che ragionano in termini di turismo dentale mettono in guardia dal pensare che si possano fare miracoli, ogni prestazione al contrario ha bisogno dei propri tempi. In secondo luogo, proprio perchè siamo in un mercato globale, dobbiamo preoccuparci perchè la nostra odontoiatria rimanga competitiva a livello globale, il che significa combattere con la massima determinazione i costi parassiti (burocratici e assicurativi in primis) che ci affliggono.

L’odontoiatria Slow, in un certo senso e prendendo per buona la prospettiva del Sole, perciò è quasi l’opposto dello Slow Food: l’odontoiatria di migliore qualità è anche quella di minor costo e più adeguata alla persona nella sua concretezza. Tant’è che proprio noi dentisti siamo i più preoccupati e i più vicini alle difficoltà economiche dei nostri pazienti, molto di più dei centri cosidetti Low Cost o delle organizzazioni di turismo dentale, e ci riteniamo anche in grado di fornire il servizio migliore, come costo e come servizio.

Slow è bello, buono, economico.

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