Il nuovo corso delle relazioni Ordine-Comune a Venezia

circolare

L’anima del burocrate, di Umberto Scopa

Finalmente sappiamo che cosa si sono detti i nostri rappresentanti e i rappresentanti del comune in quell’incontro di cui avevamo riferito.

Veniamo infatti a sapere che il contenuto di tale incontro è stato il seguente:

Incontro Presidente Cao-Comune di Venezia: 5 Novembre 2013

Alla fine di un lungo percorso di collaborazione tra l’Ordine di Venezia e il Comune di Venezia, in merito alle posizioni di alcuni iscritti in relazione alla L.R.22/02, martedì 5 novembre 2013 si è svolta all’Ordine una riunione, che ha visto presenti i Colleghi interessati, il Presidente Cao Giuliano Nicolin e il Presidente Maurizio Scassola e il dott Dorigo e l’avvocato Piccin, quali rappresentanti del Comune di Venezia.
Dopo i saluti portati dal dott. Scassola ampia soddisfazione è stata espressa dal dott Dorigo e l’avv. Piccin per il nuovo corso intrapreso dalle due istituzioni.
Pur rimanendo entrambe nei loro ruoli e rispettose dei diversi ambiti e compiti, si è voluto sottolineare la fine di un periodo di incomunicabilità e l’inizio di un confronto costruttivo e paritetico tra le parti.
A dimostrazione di ciò, la fattiva collaborazione, ha portato all’avvio di un percorso “agevolato” per i colleghi che rischiavano pesanti sanzioni per il mancato adeguamento alla Legge Regionale 22/02 “Autorizzazione e Accreditamento delle Strutture Sanitarie, Socio Sanitarie e Sociali”.
D’ora in poi l’impegno delle parti sarà quello di confrontarsi sulle istanze che la politica e la professione devono condividere, individuando dei percorsi che contemplino il più possibile l’esigenza di entrambi, a giovamento dell’utente ultimo i nostri concittadini/pazienti.
Giuliano Nicolin
Presidente CAO Venezia

Tradotto dal politichese questo comunicato significa che:

  1. il dottor Nicolin si è dimenticato del documento che lui stesso aveva fatto approvare al Consiglio dell’Ordine nel quale rigettava in assoluto l’ipotesi che gli studi dentistici potessero essere assogettati ad autorizzazione.
  2. che d’ora innanzi  i colleghi devono aspettarsi un Ordine schierato con il comune a pretendere da noi sempre nuovi ed assurdi adempimenti in ossequio al non pensiero del burocrate

Stupisce che questa pacificazione di antichi nemici accordatisi per vessare gli odontoiatri avvenga proprio quando una delle regioni più importanti d’Italia, il Lazio, istituisce una Commissione la quale in soli tre mesi arriva finalmente a chiarire alcuni piccoli particolari che noi ripetiamo da anni (leggi qui il comunicato AIO):

  1. è onere dell’organo di controllo dimostrare che determinate prestazioni sono invasive come richiesto dall’art.8 della 502. La Commissione Laziale, per fare un esempio, ha stabilito che la frenulectomia linguale non è una prestazione invasiva. Va bene: di fatto l’approccio non è razionale, perchè una cosa è chiarire quali sono le prestazioni che richiedono autorizzazione (come fa l’art.194 del TULS) altra è sperare di elencare tutte quelle non invasive. Ma è già un primo passo, tempo al tempo.
  2. gli studi professionali non sono ambulatori e non abbisognano di autorizzazione anche quando vi lavorano più professionisti. Grande passo avanti perchè la presenza di più professionisti sinora era considerato un elemento dubbio: nel nome della semplificazione burocratica si può fare questo e altro.

Stupisce e dispiace questo cedimento della professione proprio quando certi nodi sono vicini al pettine e basterebbe poco per mantenere il decoro dell’esercizio libero-professionale.

Dispiace. Davvero.

È perciò il momento che chi ha a cuore il proprio lavoro cominci a muoversi.

A presto.

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