Odontoiatri e Crisi Economica

Quale contributo possono dare gli odontoiatri al superamento dell’attuale crisi economica?

BcMAmTEIcAEKer9Sembra che l’unico ragionamento valido quando si parla di crisi economica sia: come sopravvivere. Io speriamo che me la cavo. Non si sente mai ragionare su quale contributo possiamo dare noi, come cittadini e nello specifico come odontoiatri, ad uscire dalla crisi e a rafforzare l’economia. Ma forse è una domanda più interessante di quanto possa sembrare.

La qualità del nostro lavoro è il nostro primo contributo, perchè ha tante ricadute positive sul tessuto economico e sociale. Un giovane che affronta il mondo del lavoro con una bocca sana, che non deve perdere giorni di scuola o saltare esami per patologie odontoiatriche, sicuramente potrà dare un contributo maggiore e migliore alla società.

Ma anche le prestazioni inutili, i trattamenti fatui o troppo lunghi o intempestivi, hanno una loro eco come attrito sul tessuto sociale. L’odontoiatra non è un semplice venditore, il cui successo dipende dal volume di affari. L’odontoiatra deve rispondere anzitutto ad una etica interiore che gli impedisce di effettuare prestazioni non giustificate sulla bilancia costo-beneficio, trattamenti che egli non farebbe a sè stesso o ai propri figli. La violazione di questo principio introduce un clima di sospetto che è un potente freno allo sviluppo economico. Anche quando il rapporto con il paziente non finisce nelle aule del tribunale, la mancanza di fiducia è comunque un freno per l’economia.

Una odontoiatria di qualità ha una ricaduta immediatamente positiva su tutto il tessuto sociale, perchè aumenta la capacità produttiva della popolazione, diminuisce le ore improduttive, gli imprevisti che possono cambiare la storia (vai a vedere quando nella campagna elettorale per la presidenza degli Stati Uniti il concorrente di Lincoln cadde fratturandosi l’incisivo centrale!), aumenta la fiducia in sè e l’ottimismo in generale.

La Ricerca è la Cenerentola tra gli interessi dell’italiano medio. Eppure la ricaduta a livello di sviluppo e benessere sociale è evidente. Purtroppo la ricerca odontoiatrica in Italia è la più Cenerentola tra le Cenerentole. Credo che ci sia un bell’esame di coscienza da fare e io partirei da qui: quale legame hanno cercato le cliniche universitarie e i laboratori di ricerca con i libero professionisti sul territorio? Va bene, non tutti sono interessati ad accendere anche la testa tra una trapanata e l’altra, ma anche se non proprio tutti, io sono convinto che siano comunque molti gli odontoiatri e gli odontotecnici sul territorio che hanno spesso idee parcheggiate indefinitamente nel cassetto per mancanza di opportunità.

La Lotta alla burocrazia tuttavia è forse il fronte sul quale noi possiamo contribuire maggiormente al superamento della crisi. Ogni inutile incombenza, ogni vessazione, ogni stupida richiesta incide sul costo del nostro lavoro e si scarica sui pazienti. Se le cure odontoiatriche in Italia costano 3 o 4 volte le stesse cure in Croazia o in Ungheria, non è perchè noi siamo 3 o 4 volte più avidi, ma perchè abbiamo 30 o 40 volte più adempimenti burocratici.

È chiaro che nell’attuale situazione di stallo molti professionisti stanno cercando di rosicchiare il nostro reddito: architetti o avvocati che siano, vivono una crisi peggiore della nostra, per cui cercano il modo per “rendersi utili”. Per quanta solidarietà possiamo provare nei confronti di professionisti che hanno problemi simili ai nostri, è chiaro che un comportamento cannibalistico non porta da nessuna parte. La difficoltà della classe media è anzitutto la difficoltà dei professionisti, ma traferire una parte del reddito dei dentisti agli architetti (per fare un esempio) non risolve ma peggiora la situazione.

Uno sforzo collettivo per contrastare la burocratizzazione, gli adempimenti obbligatori e inutili, i controlli che non controllano e la prevenzione che non previene, le ditte e i consulenti che pescano nel torbido, questo sforzo non va solo a vantaggio della professione, ma è un incentivo reale alla ripresa economica generale.

Preferire Prodotti Italiani. Perchè di questo non si parla mai? Perchè non c’è nessuno sforzo per aiutare l’industria italiana? Perchè non c’è una promozione dei nostri prodotti?

Forse perchè ci vergognamo a dire che questo prodotto è italiano e l’altro made in Deutschland o in USA o in China?

Ma se non c’è produzione non c’è ricerca, non c’è giro economico, se compriamo tutto all’estero apriamo partite di giro che prima o poi dovremo saldare. Sarà il caso di cominciare a dirlo?

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Un pensiero su “Odontoiatri e Crisi Economica

  1. Primo:le cure in croazia o in ungheria ( o in Marocco) costano meno perchè oggettivamente mediocri,chi le ha viste come me, e più di una, (cosa molto difficile perchè pochi,anche perchè neppure sottotortura ti diranno che le hano fatte colà per non sembrare imbecilli ma diranno di averle fatte addirittura da te poco tempo fa “quanti anni fa non lo ricordano, di solito uno o due o pochi mesi i più spudorati” o da un da un tuo collega italico di cui per correttezza non fanno il nome)…scusate la lunga ma doverosa parentesi…. può solo confermare che fanno pena rispetto alle nostre, fatte con materiali senza alcun controllo CE ,anche per le protesi in primo luogo (ceramica o resina è lo stesso!!) e impianti, e soprattutto perchè non contestabili (le dichiarazioni di conformità li non esistono). E poi chi contesterà mai una cura dovendo affrontare la relativa discussione a Zagabria o Budapest? Costa più la spesa (solo dell’interprete) che l’impresa. In ogni caso al paziente resterà il ricordo di un buon pranzo di pesce congelato offerto dalla ditta. Secondo, e più drammatico, con la burocrazia in Italia ,e non solo nel nostro campo, siamo alla canna del gas. Buon Natale aTutti malgrado tutto.

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