Privacy e Dispositivi Medici

Ecco che un provvedimento del Garante della Privacy (provvedimento 28/03050 del 21/11/2013) cade come una mazzata sulla Aziende Sanitarie Locali.

image_miniQuando queste consegnano a domicilio dei pazienti presidi sanitari (pensiamo ai pannoloni per gli incontinenti) lo devono fare garantendo la privacy del destinatario in modo assoluto, addirittura paranoico verrebbe da dire.

Per convincersene basta dare una scorsa agli obblighi a cui tutte le ASL italiane dovranno adeguarsi entro sei mesi:

1. La consegna deve avvenire:
– nel luogo individuato dall’interessato rispettando gli orari scelti da quest’ultimo tra quelli indicati dal titolare o dal responsabile del trattamento;
– preferibilmente nelle mani dell’interessato; il presidio non può essere lasciato incustodito nelle vicinanze del luogo indicato dall’interessato.
2. Il presidio, laddove le dimensioni e la natura lo consentano, deve essere, in ogni caso, imballato in un contenitore non trasparente che non deve contenere nella parte esterna l’indicazione del contenuto.
3. Il presidio può essere consegnato a terzi (ad es., vicino di casa, parente, portiere) solo su espressa indicazione dell’interessato.
4. Nel caso in cui l’interessato, o il terzo delegato da questo, non siano presenti al momento della consegna, il personale a ciò deputato deve lasciare esclusivamente un avviso che non contenga l’indicazione della tipologia del presidio.
5. Il personale deputato alla consegna non deve indossare divise recanti scritte da cui si possa evincere la specifica tipologia dei presìdi in consegna, né utilizzare automezzi recanti tali scritte.

Ora, la questione una volta tanto non ci riguarda e siamo curiosi di vedere come le ASL si adegueranno. Mi immagino il giro di divise e la necessità di inventarsi modelli che non facciano pensare che si tratta di operatori sanitari o la ridipintura di tutti gli automezzi con grafiche neutre.

Va bene, che se la sbroglino. È chiaro che c’è una esigenza di tutela della privacy, ma è anche altrettanto chiaro che questa tutela potrebbe anche essere esagerata. In ogni cosa ci vuole un granellino di sale.

Epperò questo provvedimento ci deve ricordare una cosa: la tutela della privacy è tutt’ora in vigore, anche se non è più necessario aggiornare annualmente il Documento di Protezione dei dati Sensibili (DPS). Tra i colleghi serpeggia la sensazione che, essendo caduto questo obbligo, sia venuto meno anche quello di tutelare i dati del paziente dalla diffusione o comunicazione a terzi.

Di fatto, ad esempio, le nostre protesi sono del tutto assimilabili ai presidi di cui al provvedimento del Garante. Va bene che noi le consegniamo in studio e direttamente al paziente. Epperò potrebbe succedere che esse viaggiassero in contenitori trasparenti (ipotesi esplicitamente prevista) e con il nome del destinatario in bella vista.

Ora, questo provvedimento ci ricorda semplicemente una cosa: noi siamo tenuti a tutelare la privacy del paziente anche se non dobbiamo compilare il DPS.

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Un pensiero su “Privacy e Dispositivi Medici

  1. Privacy? E’ successo non più di una settimana fa: su tg rai e non e su quotidiani vari compare la notizia che un giocatore del Sassuolo (nome, cognome e, se non bastasse, immagini del soggetto) è stato sospeso per la presenza nei prelievi di gonadotropina corionica. Tale sostanza, ritenuta dopante, si trova anche in soggetti con alcuni tipi di tumore. Guarda caso, il soggetto con nome e cognome era stato operato un anno fa per un tumore al testicolo (l’unica cosa che non è dato sapere se di destra o di sinistra). Ci si interroga se si è veramente dopato o se si tratta di una ricaduta del tumore. Si attendono ulteriori notizie, che ovviamente saranno immediatamente comunicate. E si fa tanto puzzo per non far sapere che ad un vecchietto sono stati consegnati i pannoloni?
    Qui stanno diventando tutti matti!

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