Comunicazione Non Verbale

slowdentistry-foglietto-FAC-SIMILELa Comunicazione Non Verbale ha ossessionato le ultime generazioni di dentisti con corsi e ricorsi, allusioni e riferimenti, come se tra tutti gli argomenti non trattati nel corso di laurea, questo fosse l’unico a doverci ossessionare.

Alla fine della fiera, di tante p…e è rimasto poco fumo: non c’è dubbio che noi diciamo molto anche senza aprire la bocca, però quanto effettivamente serva essere coscienti di questa comunicazione nel dialogo con il paziente, quanto questa sensibilità possa essere sviluppata se non è presente e quanto possa incidere nel nostro lavoro quotidiano è davvero difficile da dire.

Alla fine credo che questo modulo sia ciò che resta. Va bene, prendo atto che per gli psicologi raffinati la CNV è un’altra cosa. Ma per noi questo è forse più utile delle loro elucubrazioni.

PS: il modulo di cui si può scaricare il facsimile in questo post, è a disposizione nel formato utilizzabile per gli iscritti al network Slow Dentistry. Come download o per posta già plastificato.

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4 pensieri su “Comunicazione Non Verbale

  1. E’ vero che tutta questa “comunicazione” può risultare ossessiva forse perchè la nostra professione più che al paziente si sta indirizzando al cliente. Al di là di questo che comunque merita un approfondimento, non dovremmo banalizzare la questione. Quel poster che suggerisci, oggi nella moderna odontoiatria, fa venire i brividi. Non è infatti più accettabile il dolore da parte del paziente e questo è stato sancito anche a livello europeo (ti sarò più preciso in merito).

  2. Dal modulo sembra che il paziente sia un sordomuto; a parte gli scherzi se un paziente sente male te lo dice se sente molto male ti manda a f………. senza metafore. E’ ovvio che sta a noi controllare il dolore e comunicare il più possibile con il paziente. Ma questo è nel nostro interesse , più di “nomea” che economico.

  3. Completo il pensiero dell’altro ieri.
    Il General Dental Council riporta a questo proposito che gli odontoiatri hanno il dovere di fornire ed i pazienti hanno il diritto di aspettarsi un adeguato controllo dell’ansia e del dolore. Il controllo dell’ansia e del dolore comporta alcune responsabilità tant’è che un odontoiatra che intraprende il trattamento di un paziente senza assicurarsi di rispettare le condizioni previste dalle linee guida deve essere ritenuto colpevole di condotta non professionale.
    GDC. New Guidelines for sedation. SAAD 16,17, 1999a

  4. Caro Pietro, non c’è alcun dubbio che il controllo del dolore faccia parte dei nostri doveri. Alla base dell’adempimento di questo dovere c’è però la comunicazione del dolore da parte del paziente: cioè se il paziente non può farmi sapere che ha male (perchè ha la diga, perchè mi sono raccomandato che non si muova mentre faccio la tronculare, o anche perchè ritiene che il dolore sia “necessario e inevitabile”) io non posso sapere se l’ho controllato bene.
    Sto poi portando avanti quella ricerca di cui ti dicevo sul dolore durante il detartraggio e sto provando a vedere se il foglio di cui si discute in questo post abbia una funzione ansiolitica e aumenti la soglia del dolore. I risultati preliminari sono incoraggianti.
    Grazie a tutti per le osservazioni.
    Cosimo Tomaselli

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