La non qualità

Ebbene, riconoscere la qualità in modo ripetibile e prevedibile non è facile, anzitutto perchè qualunque metodo con questo fine elaborato verrà utilizzato con la massima efficienza ed efficacia proprio da chi non lavora bene.

idea1Al contrario, però e per fortuna, riconoscere la non qualità è molto facile. Vorremmo qui darne un esempio a partire dal volantino pubblicitario di una catena di cliniche. Ci sono cioè dei criteri che i cittadini potrebbero applicare con estrema facilità per non farsi imbrogliare e non rimettere soldi e salute.

Il primo criterio è la trasparenza.Vediamo alcuni esempi.

Chiunque dica di praticare tariffe basse, deve dire su cosa risparmia. Come si legge nel depliant allegato, l’unico esempio portato da questa catena di cliniche riguarda i materiali: cioè loro riuscirebbero a fare prezzi bassi perchè acquistando in grande quantità possono ottenere buoni prezzi.idea2

Si tratta evidentemente di una bufala. Nel settore odontoiatrico i materiali incidono al massimo per il 10-15% della spesa finale. Anche se costoro riuscissero (per ipotesi estrema) ad ottenere uno sconto del 50%, al massimo i pazienti potrebbero ottenere una riduzione del 5-7,5% sul prezzo finale.

Trasparenza significa anche usare le parole senza ambiguità: cosa significa “prima visita senza impegno”? Significa che potete chiedere una visita e, se non siete soddisfatti, alzarvi e andarvene senza pagare? In questo caso dovrebbe essere chiaro che il costo delle prime visite dei pazienti che non accettano il preventivo lo pagano quei pazienti che lo accettano, camuffato sotto altre voci.

Anche l’igiene orale gratis è una voce “opaca”: che significa igiene orale? Ablazione del tartaro, istruzioni di igiene, lucidatura e via elencando (cioè ciò che in ambito odontoiatrico si intende per igiene) effettuati da un laureato con strumenti manuali e rotanti per una durata circa di un’ora? Bene, allora, il costo di una simile prestazione chi lo paga? Trasparenza vuole che, in assenza di finanziamenti esterni o illeciti, sia chiaro che tale costo viene spalmato sulle altre prestazioni.

La strumentazione e i materiali all’avanguardia garantiscono prestazioni di alto livello? Davvero strana come affermazione: il livello più alto di prestazione odontoiatrica si ottiene con la motivazione all’igiene e alla salute orale, la quale motivazione a sua volta dipende molto di più dalla capacità di comunicazione che da qualunque tecnologia. Ma lo stesso vale per qualunque prestazione sanitaria: il cervello dietro la mano e dietro il bisturi fa la vera differenza tra un professionista e un improvvisato.

La sedazione cosciente è una prestazione di avanguardia? Assolutamente no, è anzi la prima anestesiaidea3 utilizzata in campo odontoiatrico, fin dalla prima metà dell’800, e se nel tempo è stata soppiantata dall’anestesia locale una qualche ragione deve pur esserci. Certo, in qualche caso mantiene una sua validità, ma sarebbe importante chiarire che è una metodica tradizionale e non farla passare per innovativa, sempre in nome della trasparenza. En passant sarebbe anche utile appendere nelle sale operative il dosaggio periodico del protossido ambientale, a tutela dei pazienti e degli operatori (soprattutto operatrici): se in qualche studio trovate la sedazione cosciente e non trovate la tabella del dosaggio ambientale periodico, allarmatevi.

Infine: un dentista che esegue radiografie (OPT, TAC, Dentalscan o CBCT che siano) è un bravo dentista? Ci sia concesso di dubitarne, per alcune ragioni:

  • anzitutto la radiologia non è una branca della medicina alla portata di chiunque, come per fare il dentista c’è bisogno di esperienza, così per fare il radiologo
  • poi la legge specifica che il dentista può eseguire radiografie solo come prestazioni complementari alla prestazione odontoiatrica, vedi qui.
  • ma in definitiva sarà bene ricordare che in radiologia le apparecchiature contano molto di più che in odontoiatria, per cui è ragionevole aspettarsi che un laboratorio di radiologia potrà permettersi apparecchiature di livello molto superiore a qualunque studio dentistico.

Anche su questo quindi è in gioco la trasparenza: far credere che la qualità aumenti se nella medesima struttura vengono eseguite anche prestazioni di competenza radiologica, quando la logica e l’esperienza vogliono il contrario.

Come al solito, la pubblicità è fatta di specchi per le allodole: non si dice il falso ma si dice la metà del vero, soprattutto non si dicono i veri criteri che distinguono la buona odontoiatria dall’altra. E l’unico vero criterio è il professionista: un buon dentista fa una buona odontoiatria, in qualunque condizione e con qualunque strumentario operi. Gli altri no. Così come non basta avere tra i piedi un buon pallone per diventare un campione!

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3 pensieri su “La non qualità

  1. Ti chiedi come fanno ad avere prezzi così bassi? Semplice: gli operatori, giovani odontoiatri altrimenti disoccupati, sono pagati pochissimo (anche 10 euro nette all’ora)

  2. Grazie per il commento: anche questo particolare fa parte della non trasparenza. Pensa un po’ se una di queste catene scrivesse nero su bianco nella propria pubblicità che loro tengono i prezzi bassi sottopagando o non pagando giovani odontoiatri allo sbando! Quindi il punto vero sul quale allertare i pazienti non è tanto questo o quel particolare, ma in generale la trasparenza del servizio. Tra cui c’è anche, appunto, chi effettua la prestazione, e a che condizioni.

  3. Chi permette questa commercializzazione della professione è da condannare . La gente non ha più denaro , non connette …. è più connessa !

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