Stella e IRS

L’articolo di Gaetano Stella, presidente di Confprofessioni (vedi qui), sollecita alcune riflessioni sulle condizioni per lo sviluppo economico.

Gaetano Stella_180Si dice che un paese si sviluppa se investe in Innovazione, Ricerca e Sviluppo. Va bene, ma non basta.

L’innovazione tecnologica funziona in questo modo:

La vera innovazione, la creatività di una società dipende dalla micro impresa: è nelle micro imprese che nascono le idee innovative. Ma la pura e semplice creatività da sola non porta ad innovazione: le idee hanno bisogno di un contesto scientifico e culturale che consenta l’elaborazione e la strutturazione delle idee (una università che funzioni) e di un tessuto industriale che sia in grado di investire e trasformare le idee in prodotti commerciali.

Il mondo dei professionisti ovviamente si trova a proprio agio nel primo settore: in senso proprio siamo noi che “creiamo” idee e progetti.

Ma la nostra creatività si scontra con ostacoli sociali che sono:

  • un sistema universitario sganciato dal sistema produttivo, che non immette risorse adeguate al sistema, non recepisce gli stimoli, non cerca e non fornisce feedback. È evidente che i professionisti “creativi” non smettono di studiare il giorno della laurea, ma il nostro sistema universitario non ha alcun punto di contatto con i professionisti (nel nostro caso odontoiatri) che abbiano idee da sviluppare;
  • un sistema industriale rassegnato all’insignificanza: c’è una qualche industria in Italia aperta alle professioni, che organizza periodicamente aggiornamenti sui propri prodotti e discute con i professionisti le applicazioni di questi prodotti?
  • un sistema sociale ingessato, che brucia risorse per attività inutili (burocrazia), preoccupato di mantenere lo status quo

Ora, noi come professionisti dobbiamo renderci conto che nel momento in cui denunciamo la stupidità suicida di una politica che ingabbia la società in regole e contro-regole, dobbiamo accettare il rischio che la liberalizzazione ha una faccia che ci fa comodo e una faccia che ci può disturbare.

Per fare un esempio: una delle battaglie storiche della nostra categoria (numero chiuso all’università) è accattivante dal nostro punto di vista, perchè limita il numero dei concorrenti. Ma comporta il prezzo di un sistema giuridico di limitare la libertà di sviluppo, di impresa e professione.

Chiaro, è un argomento difficile. Ma alla fine dobbiamo decidere se preferiamo una società regolata rigidamente e quindi condannata al declino, o una società dinamica, destinata al successo, ma piena così di rischi come di opportunità.

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