Insomma: c’è la crisi?

PresentazioneDentistiAprileUn autorevole giornalista specializzato nel settore odontoiatrico commenta con una sana dose di scetticismo i dati sulla crisi del settore: per la prima volta nel 2014 il Ministero delle Finanze documenta una diminuzione del fatturato dei dentisti.

Il motivo dello scetticismo riguarda i commenti diffusi dalle principali associazioni del settore ed è basato sulla constatazione che in Italia non esistono studi seri sull’andamento del mercato.

Uno studio dell’industria infatti dimostra che la vendita di attrezzature e materiale è andata progressivamente aumentando in tutti questi anni, a parte l’eccezione nera del 2009. Se si vende più materiale e più attrezzature, il venduto andrà pur da qualche parte, quindi la crisi del settore è difficile da spiegare.

La situazione è diversa per gli USA, dove i dati economici ci sono e sono precisi e offrono l’occasione per analisi dettagliate e riflessioni sensate sul futuro.

Qui a Venezia siamo a conoscenza di almeno un paio  di ricerche congiunturali serie (Indagine Aprile 2011, Indagine Ottobre 2011) ma per il resto d’Italia i dati latitano.

In particolare per avere idee chiare dobbiamo tenere presenti alcuni elementi:

1 il numero di dentisti iscritti. Dall’istituzione del corso di laurea in Odontoiatria i nuovi iscritti all’albo odontoiatri sono odontoiatri esclusivisti, ma per gli anni precedenti in realtà molti sono doppi iscritti e non esercitano esclusivamente, e talvolta neppure prevalentemente, l’odontoiatria. Questo ci deve spingere a guardare con senso critico al bilancio nuove iscrizioni/cancellazioni. Infatti i dentisti che si cancellano dall’albo (per pensione, decesso o cambio di attività) sono in del vecchio ordinamento, quelli che si iscrivono del nuovo. Questa differenza comporta che in termini lavorativi un nuovo iscritto occupa molto più spazio di uno vecchio.

2 c’è una strana differenza tra nuovi iscritti e nuove partite IVA, come se una parte degli iscritti decidesse di non esercitare. È un dato in effetti poco chiaro e da approfondire.

3 la crisi economica ha comportato il proliferare di situazioni lavorative poco chiare, con aree di elusione e/o evasione sempre più fantasiose. Stupisce che dalla stampa non emerga quello che tutti gli operatori del settore sanno: l’abusivismo in questi ultimi anni non è affatto in riduzione, ma semmai in forte crescita.

4 il sistema formativo dei dentisti italiani qual è? Quello universitario in Italia, in Spagna, in Albania, quello per corrispondenza? Per fare ipotesi sul futuro abbiamo bisogno di sapere non solo quanti odontoiatri eserciteranno in Italia nei prossimi anni, ma anche quale sarà la loro formazione, ca va sans dire!

Le considerazioni di Marko Vujicic nell’articolo citato sull’economia USA possono certo trovare dei paralleli anche in Italia: l’aumento di richieste al settore pubblico, la contrazione della domanda della fascia media, la differenza tra l’aumento di dentisti e l’aumento della popolazione, e via elencando. Ma la mancanza di dati attendibili sul nostro paese ci obbliga a pensare al futuro più con la fantasia che con il ragionamento.

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