Che c’azzecca l’ANDI con le autorizzazioni?

Il 26 Gennaio u.s. Presso l’Azienda Zero della Regione Veneto a Padova si è riunito il tavolo di lavoro “finalizzato all’armonizzazione dei requisiti generali di cui al DGR 2266/16, con la partecipazione dei rappresentati dei sindacati di odontoiatria più rappresntativi (AIO, ANDI e ANSOC) e dei funzionari regionali coordinati dalla dottoressa Troiani.

Le autorizzazioni all’esercizio sono un punto poco gradito agli odontoiatri in generale e gli stessi probabilmente sono contenti nel sapere che i loro rappresentanti sindacali sono stati convocati in Regione per discuterne. Continua a leggere

Le cure canalari della dottoressa Settesoldi: paradossi dell’autorizzazione

25321064La sezione III del TAR del Veneto ha depositato il 14/07/2016 una sentenza nella quale rigetta il ricorso di un odontoiatra di Vicenza avverso il provvedimento del comune che gli inibiva l’esercizio in assenza di autorizzazione regionale.

Il provvedimento della sezione terza del TAR, presidente Oria Settesoldi, a dir la verità lascia abbastanza perplessi.

Anzitutto la grammatica: un esempio per tutti, a pagina 4, scrivono: “comportino sicurezza”, laddove il concetto sottinteso avrebbe dovuto portare a scrivere “comportino rischi per la sicurezza”. Va da sé che l’italiano ammette i sottintesi, ma sottintendere parole che capovolgono completamente il senso di una frase appare, davvero, eccessivo. Continua a leggere

Sono pazzi questi romani – la corrispondenza Ministero della Salute -Conferenza Stato Regioni

A leggere la corrispondenza tra il Ministero della Salute e la Conferenza Stato Regioni imagessul problema delle autorizzazioni degli studi/ambulatori dentistici (leggi qui), corredata dalle osservazioni delle associazioni di categoria, emerge l’impressione di dilettanti allo sbaraglio.

  1. Si riconosce che finora il limite per imporre l’autorizzazione agli studi dentistici era legato alla complessità della prestazione e al pericolo per la salute del paziente. Ma, però, oibò: e come mai alcune regioni hanno imposto a tutti le autorizzazioni? Come mai solo in pochi casi qualche ragione ha cercato di definire in modo preciso questo limite?
  2. Continua a leggere

Il Lazio affossa le autorizzazioni!

IMG_4228Preziose mani sottratte alla zappa si diceva di chirurghi dalle mani maldestre. Il dentista inadatto alla professione non è solo colui il quale non riesce a modellare bene un dente, ma anche quello che non sa rapportarsi con la normativa e la burocrazia e si adegua a qualunque disposizione scaricando quindi sui pazienti la stupidità dei legislatori e la propria incompetenza.

Il dott.Emilio Archetti non è di questa categoria, al contrario è un collega estremamente attento alla giurisprudenza e ci segnala la deliberazione 447 del 9 Settembre u.s. della Regione Lazio, con la quale viene ripresa in mano in modo ampio la normativa sull’autorizzazione sanitaria, quasi esponendo un trattato sull’esercizio della professione medica in Italia. Continua a leggere

Facite Ammuina!

DCDental Cadmos è una delle riviste odontoiatriche italiane più prestigiose. Purtroppo da quando i mitico prof.Guastamacchia ne ha lasciato la direzione, la qualità degli articoli pubblicati non sembra sempre all’altezza.

Nell’ultimo numero in particolare (n.3, Marzo 2015, vol.83) abbiamo l’impressione che i referee che hanno approvato l’articolo sull’Analisi dei Requisiti Strutturali Preventivi e Organizzativi delle Attività Odontoiatriche Monospecialistiche (AOM), non sapessero l’italiano o abbiano perlomeno avuto un colpo di sonno. Continua a leggere

Anche la Corte d’appello di Catanzaro cassa l’autorizzazione sanitaria

Ci sono cose che sembrano inamovibili, muri di bronzo insuperabili, e invece li tocchi con un dito e vengono giù.

vignettaSi perchè contro il “muro” delle autorizzazioni non si sono mossi i calibri pesanti, le associazioni di categoria o la FNOMCeO, anzi in molti casi i dirigenti ANDI e CAO sono andati a trattare con i funzionari regionali, nella lodevole illusione che fosse possibile attutire il colpo della normativa sulla professione. Illusione tanto lodevole quanto nefasta: come abbiamo detto altrove, per quanto il boia prometta di non tirare la corda, infilare volontariamente la testa nel cappio non è indice di intelligenza!

Adesso però è una valanga: Anche a Catanzaro la pretesa regionale è stata cassata perchè prima di pretendere l’autorizzazione dagli studi dentistici, prima di chiuderli e/o multarli, si deve dimostrare che fanno attività invasiva, non basta la presunzione del presuntuoso funzionario. Continua a leggere

La Caporetto delle Autorizzazioni

Il Ministro Francesco de Lorenzo

Il Ministro Francesco de Lorenzo

TAR del Lazio, sentenza 7784 del 21 luglio: in risposta al ricorso di una società il TAR chiarisce che l’art.193 del TULSS va integrato con la normativa nazionale (502 e 517) e regionale per cui sono soggetti ad autorizzazione solo quegli ambulatori odontoiatrici che svolgono attività invasiva e a rischio per la sicurezza del paziente. Tale rischio va documentato dall’ASL (o invece da comune e/o regione?) e non presunto.

Dovremmo esultare?

Non proprio: aver fame non è bene, ma anche l’indigestione fa male. Il bene è un giusto mezzo nel quale si prendono in considerazione gli interessi di tutte la parti in gioco. Ma in questo pasticciaccio le cose sono andate alla rovescia di come avrebbero dovuto andare in un paese civile. Continua a leggere

Associazione Italiana Odontoiatri e Autorizzazione Sanitaria

Oibò! http://roma.aio.it/proposta-di-legge-e-linee-guida-aio-per-abbattere-oneri-autorizzativi-degli-studi-laziali.html

 

La sezione romana di Associazione Italiana Odontoiatri ha presentato alla Regione un’ipotesi di delibera per superare l’attuale complesso iter autorizzativo degli studi dentistici nel Lazio. Continua a leggere

L’autorizzazione cambia ancora

Ebbene. con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del Dl 90/2014 (Misure urgenti per la semplificazione e la trasparenza amministrativa e per l’efficienza degli uffici giudiziari)  il 25 Giugno u.s., l’autorizzazione delle strutture sanitarie fa un passo avanti.

Sappiamo tutti che l’ANDI aveva appoggiato la necessità di autorizzazione per i dentisti nella prospettiva di limitare l’accesso alla professione: se non riusciamo a diminuire il numero di laureati in odontoiatria in Italia o ad impedire l’accesso dei laureati all’estero, allora possiamo bloccare l’esercizio in Italia. Hanno pensato. Continua a leggere