AIO e ANDI contro ADPR

ANDI e AIO ribattono ad un esposto di una associazione di radiologi (ADPR Associazione radiografico-studio-odontoiatrico-illegittimo-10430imhp1Difesa Professione Radiologica) che vorrebbe venisse vietato agli odontoiatri l’utilizzo di apparecchi radiografici che effettuano ortopantomografie e TAC.

La reazione di ANDI e AIO onestamente non mi convince molto, sembra una difesa d’ufficio, scontata in quanto tra gli iscritti ai due sindacati ci saranno sicuramente colleghi che usano gli apparecchi incriminati. Ma partiamo dall’inizio: i due sindacati reagiscono contro l’iniziativa dell’ADPR la quale ritiene che medici e odontoiatri non possano effettuare radiografie non contestuali (alla prestazione clinica), non integrate (alla medesima) e dilazionabili. L’AIO in particolare sostiene che l’odontoiatra può eseguire radiografie se esse sono effettuate in modo:

  • contestuale, lo stesso giorno dell’erogazione della prestazione o prossimo ad essa;
  • integrato, cioè volto a migliorare la prestazione;
  • indilazionabile, cioè il paziente abbia interesse a non rimandarlo
  • giustificato, c’è in definitiva interesse per la salute del paziente a esporlo ai raggi x
  • ottimizzato, va usata la dose minima compatibile con la riuscita dell’esame

Ora è evidente che la posizione di AIO (e presumibilmente di ANDI, anche se meno esplicita ma più orientata a garantire che anche le radiografie effettuate dai dentisti sono effettuate in sicurezza per pazienti e operatori: argomento certo importante ma non centrale nella discussione) è esattamente parallela a quella di ADPR. Vero è che AIO cerca di aggirare in parte la lettera sfumandone il significato:

  • contestuale sarebbe: lo stesso giorno della prestazione o prossimo alla stessa. Va bene, siamo nel paese di Arlecchino e di Goldoni, però un dito è un dito, dai. È evidente che nella ratio della legge contestuale significa “nello stesso istante”. perchè se volesse dire “in un giorno prossimo”, avrebbe anche specificato quanto prossimo (un giorno? una settimana? un anno?) e comunque si sarebbe perso il senso di quell’obbligo: perchè un odontoiatra dovrebbe sottrarsi al divieto generale di effettuare prestazioni di radiologia senza la relativa specializzazione, se non perchè la prestazione sanitaria che egli sta effettuando sarebbe impossibile senza quella indagine radiografica?
  • indilazionabile non può essere una misura dell’interesse del paziente. Suvvia: è chiaro che anche qui la ratio è la possibilità materiale di effettuare una prestazione. Non è possibile chiudere un canale senza controllare radiograficamente che la guttaperca sia all’apice. Punto. Gli abusivi (!) una volta mettevano la gutta nel canale, chiudevano con cavit e mandavano a fare una panoramica. Se la gutta era all’apice, nella seduta successiva sigillavano il canale. Ovvio: questa non è una prassi accettabile. Ma il paziente può avere interesse a tante cose, la cui realizzazione non può essere decisa dai giudici (il caso Stamina insegna). È la scienza che dice quando un esame è indilazionabile e quando invece è dilazionabile, non l’interesse di chicchessia.

Ma, depurate di alcune ingenuità e difese d’ufficio del proprio orticello, le posizioni dei due sindacati odontoiatrici e dell’associazione dei radiologi convergono. Il punto dovrebbe essere di astrarsi dagli interessi particolari dei propri iscritti e di stabilire alcuni punti fermi:

  • sulle condizioni alle quali il dentista può effettuare radiografie siamo d’accordo (contestuale, integrata, indilazionabile)
  • a mio parere non ha molto senso discutere sui livelli di radiazioni emessi/assorbiti, perchè è un ginepraio dal quale, una volta entrati, non si esce più. Se un domani venisse commercializzata una CBTC a bassissima emissione, potrebbero usarla anche le casalinghe ansiose per un check-up mattutino? Il problema è se sono rispettate le condizioni di cui al punto precedente, poi il tipo di apparecchio o esame è secondario.
  • dobbiamo capire quali sono gli interessi comuni con le altre professioni “decorose” e quali invece con quelle “indecorose”. Cioè: è evidente che nella media i libero-professionisti hanno meno apparecchi per panoramiche e per TAC o CBTC che, ad esempio, le cliniche low cost o le società di capitali. È evidente, assolutamente evidente, tanto evidente che non capisco come i due maggiori sindacati odontoiatrici non se ne siano accorti, che è assolutamente nel nostro interesse di libero-professionisti odontoiatri che la vendita e l’utilizzo di questi costosi macchinari venga sottoposto ad un controllo più rigoroso. L’anedottica del centro low cost dove la panoramica o anche la CBTC viene eseguita dall’assistente su indicazione del “proprietario” e solo successivamente “vidimata” da un qualunque qualsiasi medico è ampia e non meritevole di riproposizione.
  • la ratio della norma in ogni caso disegna una modalità di esercizio professionale che ha una logica, diversa evidentemente da quella che supposti interessi di parte pretenderebbero. La radiologia non è una professione banale, alla portata di qualunque portafoglio a prescindere dalla materia grigia a disposizione. Dal punto di vista della qualità della prestazione conviene un’ottima radiografia eseguita da un radiologo specialista, o una radiografia mediocre eseguite da un odontoiatra radiologo part time? A volte ho l’impressione che la logica per la quale l’abusivismo dentistico è ancora diffuso nonostante sia difficile comprendere come un non odontoiatra possa lavorare bene come un odontoiatra, ce la portiamo dietro pur passando ad altri contesti. Un buon odontoiatra sa che è già abbastanza difficile fare bene endodonzia o implantologia o conservativa per mettersi a fare anche la radiologia oltre lo stretto indispensabile. Per cui difendere coloro i quali invece pretendono di saper fare e saper leggere buone radiografie volumetriche oltre a tutta l’odontoiatria, non è fargli un favore, ma incoraggiarli a prestazioni di qualità mediocre e di sicuro insuccesso professionale.

In definitiva ho l’impressione che i nostri vertici associativi abbiano perso una ulteriore occasione per lavorare in sinergia con altri protagonisti della filiera della salute nell’interesse reciproco e del paziente.

En Passant: cara Odontoiatria 33, non serve a nulla gettare benzina sul fuoco! Meglio cercare di capire le ragioni altrui prima di parlare/scrivere! Già noi professionisti (dentisti, radiologi, architetti, avvocati, etc etc) siamo brutti anatroccoli, se poi ci litighiamo tra noi come i capponi di Renzo, meglio sarebbe prenotarci direttamente un posto per dormire sotto il cavalcavia!

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Un pensiero su “AIO e ANDI contro ADPR

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