DA CONSIGLIO DI STATO STOP AD OBBLIGO AUTORIZZAZIONE

Comunicato AIO

Nella foto la dottoressa Oria Settesoldi del TAR Veneto che ha recentemente sentenziato in senso contrario rispetto al Consiglio di Stato

I requisiti e la procedura per ottenere l’autorizzazione all’esercizio dell’attività decisi per tutta Italia dalla conferenza stato-regioni nel 2016, molto complessi per gli studi odontoiatrici “medi”, si riferiscono in realtà a strutture che praticano attività “invasive”. AIO ha sempre sostenuto come l’Odontoiatra non pratichi tali attività e non debba farsi autorizzare dalla Regione, ma deve solo comunicare all’Asl l’apertura dello studio ed attenderne il controllo. Il Consiglio di Stato dà ragione alla nostra Associazione che ora scriverà alle Regioni perché mettano da parte l’intesa di due anni fa e non chiedano adempimenti impropri ai professionisti. Continua a leggere

Preventivo?

Ma alla fine è obbligatorio il preventivo scritto da parte del dentista?
È una domanda che viene, più o meno spontanea, a sentire certe storie. In particolare mi ha colpito questa che trovo su un sito di avvocati:

Sono andato da un dentista per chiedere su un problema del bambino, ho chiesto da subito preventivo, già al telefono come chiesto sopra e alla fine della storia mi ha fatto un preventivo per 5500 euro di cui 500 per il check up (la visita). Ora devo pagare i 500 euro? Penso di si perché le mie ossessive parole di avere prima il preventivo non sono documentate mentre il dentista dirà che ha lavorato per me. Ovviamente non posso pagare i 7500 euro ma neanche per sogno e pensare che dovrò fare il lavoro, dovrò andare a chiedere da un dentista più economico, in campagna magari ma se questi mi chiederà altri 500 euro come posso venirne fuori?

Avvocato Gratis

La confusione a chi conviene? Non so, credo a nessuno.

Proviamo allora a fare chiarezza. Continua a leggere

Il peggior ministro di sempre

In campagna elettorale siamo abituati alle sparate.

Il ministro Lorenzin (la peggiore ministra di sempre a detta di Liberi&Uguali, leggi qui) però spara sulla salute degli italiani con il suo libro “Per salute e per giustizia”. In un mondo piatto, caldo e affollato (dalla presentazione del libro) il caos della tempesta perfetta generata dall’aumento dell’età media e dell’innovazione bio-medica (sempre dalla presentazione del libro della ministra) si vince … raccontando fiabe!

Si, perchè l’ipotesi della ministra va bene al massimo per addormentare i bambini la sera.

Dunque: il 7% degli italiani rinuncia alle cure dentarie, si dice. Perchè sono care.

Quindi che facciamo? Convinciamo i dentisti ad abbassare i prezzi.

Elementare Watson. Continua a leggere

Evidenza Clinica: un nuovo strumento.

Si parla spesso di evidenza clinica ed i pazienti si attendono di ricevere dai loro medici curanti terapie validate scientificamente.
Il che non corrisponde sempre al vero, e non sempre per una cattiva disposizione dei medici. A questo, è vero, concorre la pigrizia, il peggiore dei demoni del corpo e della psiche, ma non solo.

Il primo fattore che complica l’esercizio di una medicina basata sull’evidenza è la scarsa affidabilità degli studi scientifici, di cui abbiamo già parlato qui. Continua a leggere

Che c’azzecca l’ANDI con le autorizzazioni?

Il 26 Gennaio u.s. Presso l’Azienda Zero della Regione Veneto a Padova si è riunito il tavolo di lavoro “finalizzato all’armonizzazione dei requisiti generali di cui al DGR 2266/16, con la partecipazione dei rappresentati dei sindacati di odontoiatria più rappresntativi (AIO, ANDI e ANSOC) e dei funzionari regionali coordinati dalla dottoressa Troiani.

Le autorizzazioni all’esercizio sono un punto poco gradito agli odontoiatri in generale e gli stessi probabilmente sono contenti nel sapere che i loro rappresentanti sindacali sono stati convocati in Regione per discuterne. Continua a leggere

Il Modello (dell’assistenza primaria) è in declino

Interessante questo articolo di Doctor 33 nel quale si trova conferma a

Medical equipment

ciò che qualunque persona di buon senso ha sempre sospettato e che i manager della sanità ci hanno sempre nascosto: le medicine di gruppo (dei medici di base) sono un fallimento!

L’autore (Mauro Miserendino) scrive:

Tra l’altro, appoggiarsi su una particolare forma organizzativa è erroneo, rende più facile l’accesso alle cure per chi abita in un certo luogo a scapito degli altri cittadini, crea una disparità assistenziale. Fin qui queste strutture sembrano aver avuto più un ruolo politico che di supporto omogeneo all’assistenza.

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